«La storica sala dell’oratorio rinasce grazie ai volontari»
Buona la prima, come si dice. E per essere una sala cinema, la frase calza a pennello.
Tanti hanno risposto all’appello lanciato dal parroco di Fara d’Adda, don Andrea Bellò, per far ripartire la storica sala del cinema dell’oratorio. La struttura ha infatti ben 398 posti e ora, sistemata dal punto di vista della sicurezza e delle normative, è destinata a diventare «sala della comunità», al servizio della cittadinanza, non solo per la proiezione di film, anche con rassegne d’essai e pellicole magari poco note, ma anche per ospitare incontri e conferenze.
«Questa struttura è un gioiello, ma per valorizzarlo davvero serve l’impegno di tanti volontari – spiega don Andrea –: non si tratta di un cinema di serie b rispetto, per esempio, alle grandi multisala. Loro hanno infatti da far quadrare i bilanci, noi possiamo contare sull’impegno di tanti appassionati e proiettare, accanto ai classici come Checco Zalone, magari anche film meno noti ma che ci possono aiutare a riflettere».
E proprio per coordinare meglio le varie sezioni che dovranno occuparsi della gestione del cinema – l’aspetto tecnico (luci, suoni, proiezioni), la programmazione e comunicazione, la sicurezza, il bar, la biglietteria, l'accoglienza e le pulizie – è stato incaricato un volto noto a Fara, l’ex sindaco Lucio Colombo, ora in pensione dopo essere stato amministratore delegato di un’azienda che produce microchip, coordinando cinquemila persone.
«Il mio compito – spiega – sarà di far coordinare tutte queste sezioni come gli ingranaggi di un orologio, perché tutte le sezioni sono importanti per far ripartire questa sala che è un patrimonio della nostra comunità».
La riapertura è di fatto già avvenuta: dopo l’incontro con i primi potenziali volontari, coordinato giovedì da Luca Sirianni, ieri sera il cinema «rinato» ha ospitato una commedia dialettale dei «Senza palco» di Pontirolo Nuovo (è infatti presente anche un palcoscenico).
«Questo è un luogo che farà crescere la cultura del nostro paese, per puntare assieme verso il bene comune – evidenzia il sindaco Raffaele Assanelli –: auspico che con l’amministrazione si instauri una bella collaborazione, nella gestione coordinata con l’altra sala, più piccola, presente in paese e appunto del comune. Il cammino deve essere lo stesso, fianco a fianco, per promuovere la persona, la civiltà e la cultura. Il merito va a chi ha creduto in questa sala e, anziché chiuderla, ora la rilancia».
La sala è dotata, oltre che di due storici proiettori, risalenti uno agli anni Cinquanta e l’altro agli Ottanta, di un moderno proiettore in digitale, collegato via satellite a un server con una vasta gamma di film di ieri e appena usciti, oltre a un innovativo sistema di diffusione del suono 7.1, che nulla ha da invidiare alle altre sale.
La «regia» sarà curata da Emerson Testa e da Alessandro Ritrovato, la cui recente tesi di laurea è stata proprio su questa sala.
«Questo cinema è anche un tassello importante della nostra missione del portare il Vangelo anche nella quotidianità»,
conclude il curato, don Ale Torretta.