Nella sede delle Acli, un confrontotra Chiesa, istituzioni e associazionismo sui temi del lavoro

Il racconto della Veglia

Dallo smarrimento causato dalle difficolt� nel mondo del lavoro alla ricerca di libert�, giustizia e fraternit�: � intorno a queste parole che si � articolata la Veglia diocesana promossa dalla Chiesa ambrosiana nell�anno del Giubileo. Con il titolo �Il lavoro, un�alleanza sociale generatrice di speranza�, l�incontro si � svolto presso la sede regionale delle Acli a Milano, riunendo numerosi partecipanti: lavoratori, sindacalisti, rappresentanti di associazioni, economisti e sociologi, oltre al Vicario generale monsignor Franco Agnesi e al Vicario episcopale monsignor Luca Bressan.

Ad aprire la serata, il saluto di don Nazario Costante, responsabile del Servizio diocesano per la Pastorale Sociale e il Lavoro: �Vegliare significa custodire ci� che � prezioso: la dignit� umana. La speranza non � illusione, ma impegno quotidiano per costruire un futuro dove la persona sia al centro�.


Riflessioni e analisi

Nel corso della Veglia, Paolo Mora, dirigente della Regione Lombardia, ha presentato le politiche attive del lavoro in atto, mentre la sociologa Rosangela Lodigiani ha offerto un�attenta lettura dei paradossi del mondo occupazionale contemporaneo, segnato da nuove opportunit� ma anche da precariet� e sfruttamento. �Il lavoro � relazione sociale e azione generativa, generatrice di legami e di speranza, un�esperienza che chiede cura, formazione e solidariet� tra generazioni�, ha sottolineato Lodigiani.


Le voci delle associazioni

Martino Troncatti, presidente di Acli Lombardia, ha segnalato il preoccupante squilibrio tra contratti stabili e forme precarie di lavoro: �Serve un nuovo circuito economico solidale e una riforma non violenta dei rapporti tra persone e ambiente�. Andrea Dellabianca (Compagnia delle Opere) ha richiamato la necessit� di ricucire il senso del lavoro, mentre Gianni Borsa (Azione Cattolica Ambrosiana) ha sottolineato la crisi della rappresentanza e l�urgenza di portare la speranza cristiana dentro i luoghi della quotidianit� lavorativa: �Il lavoro non � individualismo, ma costruzione di comunit� e bene comune�.


Le parole dell�Arcivescovo Delpini

Nel suo intervento, monsignor Delpini ha descritto il senso di spaesamento diffuso tra chi cerca un impiego dignitoso o personale qualificato. Alla luce del Vangelo, ha indicato una via di fiducia e responsabilit�: �Non affidiamoci a slogan o strategie miopi, ma cerchiamo sapienza, quella capacit� di leggere la storia e costruire un�economia integrale dove tutto � connesso�.

L�Arcivescovo ha invitato a riscoprire parole nuove come �libert� e �giustizia come fraternit�, e ad abbandonare l�idolatria del denaro e dell�individualismo. �Il bene comune vale pi� del bene privato�, ha concluso, richiamando la comunit� cristiana a essere protagonista di una rivoluzione culturale fatta di gesti concreti e parole che ridiano senso al lavoro come vocazione e speranza condivisa.


La Veglia si � conclusa con un momento di preghiera comunitaria e alcune testimonianze di lavoratori, in preparazione alle visite pastorali che l�Arcivescovo compir� nei prossimi giorni in diverse aziende lombarde.