Lo staff di Pienneradio è vicino ai familiari di Giancarlo Lecchi, a lungo vicino alla nostra emittente, più volte ospite ai nostri microfoni e punto di riferimento per Canonica d'Adda. Ecco un suo ricordo.

Dire che Giancarlo Lecchi è stato un punto di riferimento per Canonica è riduttivo. Per 43 anni è stato la colonna portante, la mente e il braccio di centinaia di iniziative che hanno animato il paese sotto diversi punti di vista: ludico, culturale, sportivo, ricreativo, enogastronomico, religioso. Del resto, la sua «creatura» si chiamava «Gruppo arti e tradizioni»: nome nato nel 1979, quando lo fondò con l’amico Alessandro Crippa – «perché avevamo iniziato a notare che la gente, anziché ritrovarsi in piazza e stare assieme, si chiudeva in casa a guardare da sola la tv», amava ricordare – e che ha proseguito l’impegno per ben 43 anni, dal 2017 divenendo Pro loco, ma mantenendo le parole «arti e tradizioni». 


Che per Giancarlo Lecchi, scomparso a 81 anni, non erano solo due parole, ma un progetto attorno al quale ha saputo radunare in oltre quattro decenni centinaia di volontari che si sono spesi per il bene degli altri canonichesi con centinaia di iniziative, in primis la mitica «Festa dell’uva». A fine 2023 finì l’avventura di «Arti e tradizioni», complici «un clima un po’ cambiato, nessuna nuova leva e noi un po’ “datati” con qualche acciacco», aveva ammesso Lecchi senza giri di parole, com’era nel suo stile, scontrandosi con «un modo di vivere cambiato in maniera troppo veloce». Ma, da un giorno all’altro, Canonica si ritrovò senza più quella vivacità e quel desiderio di trasformare la quotidianità in qualcosa da ricordare cui Lecchi aveva fatto leva, sempre supportato dalla famiglia (la moglie Gaetana, il figlio Sergio, la nuora Tiziana e i nipoti Alice e Lorenzo) e coinvolgendo canonichesi di ogni età. E organizzando decine di sagre, riportando in vita tradizioni che si stavano perdendo come la festa della Madonna del Rosario, restaurando affreschi storici, affiggendo i nomi storici agli ingressi dei cortili, valorizzando la storia, la cultura, il dialetto e le tradizioni locali, pubblicando 21 tra opuscoli e libri, oltre agli apprezzati calendari. 


E, ancora, mostre sulla cultura locale, feste per gli anniversari di parrocchiale e ponte, animazioni di presepi viventi, Via Crucis, i veglioni di fine anno, il carnevale, fino alla costruzione della cappellina di San Rocco. Vivacissimo, propositivo, vulcano di idee, macchina da guerra dello stare assieme, Lecchi resterà ora nel ricordo di quanto ha fatto per Canonica, paese ora orfano di un concittadino ineguagliabile. 


Fabio Conti

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