sabato 6 febbraio 2016

La storia della nostra Ornella


«Dal padre adottivo subii solo violenze 
Ma ora abbraccerò il mio vero papà»
Treviglio A 55 anni è riuscita a trovare il genitore 
«Mi sono rivolta a un programma tv, poi l' ho chiamato» 
Grande l' emozione: «E ho scoperto di avere 5 fratelli»

Il suo nome lo inventò un poeta e forse non è un caso. Nomen omen, dicevano del resto i latini. E infatti Ornella scrive poesie. «Almeno una al giorno», puntualizza.
Di cognomi, invece, ne ha due: Mereghetti e Baccolo. Il secondo è quello di Alessandro, suo marito dal 1985. Il primo apparteneva invece all' uomo (morto anni fa) che sua madre sposò quando lei aveva otto anni: ma che per Ornella, nata e cresciuta a Treviglio, dove vive, se non fu il padre naturale non fu nemmeno un padre adottivo degno di questo nome, visto che da bambina le usò violenza (e per questo fu anche denunciato).


«Infatti non avevo mai chiamato nessuno papà dando il vero senso a questa parola», racconta. Fino a qualche giorno fa quando, per la prima volta, ha potuto parlare al telefono con il suo vero padre, che non ha mai conosciuto. E che, a metà febbraio, andrà a incontrare a Crotone, dove vive con la moglie e i cinque figli, fratelli e sorelle che Ornella ha scoperto a 55 anni di avere. «Quando ero piccola dissero a mia mamma che lui era morto e lei lo disse a me: così finii anch' io per crederci. Ma non completamente. Dentro di me sapevo che era ancora da qualche parte in questo mondo e che prima o poi l' avrei dovuto cercare». Un desiderio che per anni è rimasto tale per Ornella, di professione infermiera al policlinico di Zingonia.
Poi una sera, a novembre, accende per caso la tivù e davanti allo schermo compare il cantante Albano Carrisi. «Conduceva una trasmissione intitolata "Così vicini, così lontani", nella quale facevano incontrare figli e genitori che non si vedevano da anni, spesso da sempre. Come me. L' immedesimazione è stata forte. Quando sono arrivati i titoli di coda, ho segnato d' istinto su un taccuino il numero di telefono. Poi l' ho lasciato lì, non molto convinta che avrei chiamato». Qualche giorno dopo, invece, Ornella Mereghetti Baccolo prende coraggio e alza la cornetta: «Tanto, penso tra me e me, chissà quanti chiameranno.
Compongo il numero e mi risponde una voce registrata che mi chiede di riferire in breve la mia storia e di lasciare un recapito. Seguo le indicazioni e metto giù». Passa qualche giorno e dalla Rai la chiamano: «Sono stati davvero molto gentili: mi hanno anche detto che, sapendo comunque io il nome e il cognome di mio papà, avrei potuto chiamarlo direttamente, senza alcuna ricerca da parte loro. "Guardi non me la sento, non ce la faccio", spiego alla redattrice. Che mi capisce al volo: "Vuole che lo facciamo noi?". Detto, fatto».
La trasmissione contatta così Domenico Sansone, che oggi ha 78 anni e abita a Crotone con la numerosa famiglia. «In primi parlo con mia sorella Vincenza. Già, ci siamo subito chiamate sorelle e ci siamo intese subito». Qualche giorno dopo - e siamo a metà gennaio - la telefonata attesa da una vita, quella con il papà. «Ha risposto sua moglie Maria - spiega Ornella - e l' emozione è stata grande.
Anche perché ho sentito, nonostante parlassero il calabrese stretto, che ha detto: "Vieni al telefono che c' è tua figlia". Poco dopo ecco, finalmente, la sua voce: la voce di mio papà. "Domenico...
Mimmo...", tentenno. "Mimmo?
", mi risponde lui. "Ma chiamami papà". Mia sorella mi ha poi spiegato che ha lavorato per tutta la vita come operaio e che oggi ha problemi respiratori perché nell' azienda c' erano fibre di amianto.
Infatti, qualche giorno dopo la nostra prima telefonata è stato ricoverato in ospedale. Ma non ho dubbi: quando andrò a trovarlo, sarà stato dimesso».
L' appuntamento è in programma per lunedì 15 febbraio. «Arriverò per mezzogiorno e mi hanno già detto che pranzeremo tutti assieme - puntualizza la poetessa trevigliese -. Non solo: inizialmente avevo prenotato l' albergo.
Del resto per loro sono una perfetta sconosciuta, nonostante il legame biologico. Ma mio papà Mimmo è stato irremovibile: "Qui a casa abbiamo una stanza libera, è la tua"». La sorella Vincenza le ha anche inviato tramite Facebook alcune foto del papà. La somiglianza tra padre e figlia è in effetti più che evidente, dal sorriso agli zigomi. Un' immagine in bianco e nero raffigura invece un giovane Domenico vestito da militare: è il 1960 e l' allora ventitreenne calabrese è a Bergamo per il servizio militare. «Si innamorò di mia mamma • Giuseppina, che allora aveva 17 anni, e dalla loro fulminea storia d' amore sarei poi nata io, ma quando ormai lui era già tornato a casa - ricostruisce Ornella -: anzi, non seppe nemmeno mai che mia mamma era rimasta incinta.
E mia mamma, che oggi ha 71 anni, non lo ha più contattato. Per questo lui non immaginava che io neppure esistessi, anche se mi ha confidato che, in fondo in fondo, ci aveva sempre un po' sperato di avere un' altra figlia, la maggiore.
Oggi è nonno e ha una grande famiglia, ma dalle sue parole ho intuito la sincerità dell' emozione che ha provato a parlare con me.
Un' emozione più che reciproca.
Chissà quando ci abbracceremo dal vivo, come sarà ancora più emozionante. Non vedo l' ora: del resto lo aspetto da "soli" 55 anni».
Ornella incontrerà anche i cinque «nuovi» fratelli: Erminia, Antonio, Raffaele, Vincenza e Flavio. Si aggiungono al fratello e alle tre sorelle di Treviglio. Proprio per i problemi di salute di papà Mimmo, la loro storia non verrà per ora raccontata su Raiuno. «L' altro giorno mio papà ha chiamato a casa e ha risposto mio marito, che non ha ancora ben concretizzato di avere un suocero - scherza Ornella -. "C' è al telefono un certo Mimmo, chi è?", mi chiede. Anche per le mie due figlie, Elisa e Giulia, 24 e 20 anni, sarà una grande emozione poter chiamare per la prima volta una persona nonno». E mamma Giuseppina come ha reagito? «Guarda la foto e mi fa: "Era davvero un bell' uomo il tuo papà".
Niente da fare: mi sa che sono ancora innamorati come nel 1960».

Il profilo
Infermiera che scrive poesie Un talk alla radio e già 4 libri
Quattro libri e un talk alla radio. Ornella Mereghetti di professione fa l' infermiera al policlinico San Marco di Zingonia. Ma la sua grande passione, oltre a quella di aiutare i malati nel suo lavoro, è la poesia, nella quale racchiude, da sempre, sensazioni, emozioni e sentimenti. «Scrivo una poesia praticamente al giorno», risponde, quasi fosse scontato, quando le si chiede quante liriche abbia già scritto. La poesia è nel suo dna da quando è nata: il primo libro-raccolta è del 2009: «Cartoline dall' inferno». Seguirono poi, nel 2009, «I temporali e gli incendi» e, nel 2012, «Il mare nuovo», mentre l' ultima fatica - si fa per dire, visto che per Ornella scrivere poesie è tutt' altro che faticoso - si intitola «Le stelle nelle tasche», pubblicato alla fine dell' anno scorso da «Limina Mentis» e diventato una rappresentazione al Teatro Nuovo di Treviglio, la città dove Ornella è nata e dove vive con la famiglia. Anni fa aveva letto le sue poesie anche al San Babila di Milano, mentre da due anni conduce una trasmissione settimanale (il martedì sera, dalle 20,30 alle 21) su Pienneradio, l' emittente comunitaria con sede a Pontirolo Nuovo che trasmette dal 1989 (in fm sugli 89,7 dall' antenna collocata sul campanile della chiesa parrocchiale, ma anche sul sito www.pienneradio.com) ed è caratterizzata dal fatto che tutti gli speaker e i collaboratori sono volontari. Il talk in cui Ornella legge le sue poesie e intervista altri poeti e artisti si intitola proprio «Le stelle nelle tasche» (ed è realizzato in collaborazione con il regista e coordinatore artistico della piccola emittente Roberto Giovansana).

(da L'Eco di Bergamo di venerdì 5 febbraio 2016, p. 33)

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