domenica 29 novembre 2009

Pienneradio notizie di domenica 29 novembre 2009


Avete perso il radiogiornale di questa domenica?
Ecco i testi delle notizie lette in diretta.

PIENNERADIO NOTIZIE DOMENICA 29 NOVEMBRE 2009 

CROMO
Arrivano le prime indicazioni ufficiali sulle modalità di utilizzo dell'acqua della falda acquifera della Bassa inquinata da cromo VI (esavalente). Le ha inviate l'Asl di Bergamo ai Comuni di Ciserano, Arcene, Verdellino, Treviglio, Caravaggio, Lurano, Castel Rozzone e Brignano Gera d'Adda. Per quanto riguarda i pozzi ad uso potabile con una concentrazione di cromo VI superiore ai 50 microgrammi per litro d'acqua (limite oltre il quale l'acqua non è più considerata potabile) viene fatto ovviamente divieto d'uso. Fortunatamente però, come ha accertato l'ultima campagna di analisi eseguita dal dipartimento di Bergamo dell'Arpa (Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente), l'inquinamento della falda acquifera della Bassa non supera i 30 metri di profondità e quindi non coinvolge l'acqua che finisce nella case e che viene pescata oltre i 100 metri. Chiarimenti si attendevano però soprattutto sui pozzi agricoli, utilizzati principalmente per scopi irrigui, che pescano invece a pochi metri di profondità. Nei territori di Arcene e Ciserano sono stati individuati pozzi agricoli nelle cui acque la concentrazione di cromo VI ha superato anche i 600 microgrammi per ogni litro d'acqua. In questo caso l'Asl sconsiglia di utilizzare sistemi di irrigazione che prevedano la nebulizzazione dell'acqua. Non tanto perché la qualità dei prodotti innaffiati potrebbe venire compromessa, quanto per gli addetti di serre o vivai, che potrebbero respirare tale acqua nebulizzata rischiando seri danni alla salute.

ZINGONIA
Dieci giorni per stendere il protocollo d'intesa, la questione Zingonia è sul tavolo della Provincia. Al termine del vertice in settimana nella sede della Provincia con Regione, prefettura, Comuni e Aler, il presidente Ettore Pirovano ha snocciolato tempi e obiettivi: «In 10 giorni stenderemo il protocollo condiviso con Regione e Comuni, poi entro metà dicembre ci sarà la firma. Prima di intervenire è fondamentale capire chi ha diritto ad occupare quegli appartamenti. L'aspetto sociale e della sicurezza deve venire prima di tutto, ma per poter intervenire dobbiamo avere il quadro esatto della situazione. Faremo un censimento dei palazzi. Prima di demolire, vogliamo un quadro sicuro». E Pirovano ha avanzato anche una serie di proposte. In primis alla prefettura perché si valuti la possibilità di convocare il comitato provinciale di sicurezza a Zingonia, «per essere più vicini ai sindaci». Ma anche la Provincia farà la sua parte, facendo in modo che la polizia provinciale lavori all'occorrenza a Zingonia in sinergia con la polizia locale dei cinque comuni in cui è divisa la frazione ovvero Ciserano, Verdellino, Osio Sotto, Boltiere e Verdello. «Questa è una zona strategica – sottolinea il presidente – che sarà interessata dall'interconnessione Brebemi-Pedemontana. Dobbiamo ritornare alla Zingonia pensata da Zingone, realizzare un'area produttiva e artigianale che sappia ingolosire i privati. Ci sarà spazio anche per il residenziale, ma deve essere chiaro che non sorgerà un quartiere di case popolari gratuite». E i fondi? «Si valuterà se tra le pieghe di un bilancio già risicato ci sarà spazio per un sostegno economico, che si aggiungerà a quello per cui si è già impegnata la Regione». L'assessore regionale alla Casa Mario Scotti ha assicurato che manca solo la firma per il passaggio dei Fas (Fondi per le aree sottosviluppate) da Roma al Pirellone: 87 milioni in totale, 5 dei quali dovrebbero essere stanziati per Zingonia.

Da martedì 1° dicembre verranno chiusi i rubinetti e circa 150 famiglie dei palazzoni Athena e Anna rimarranno senz'acqua. Una scelta che Bas Sii, prefettura e Comune di Ciserano hanno cercato in tutti i modi di evitare. Ma ammontano ormai a 300.000 euro i debiti che i condomini di cinque delle sei torri hanno nei confronti della società Servizi idrici integrati. La situazione va avanti così da almeno quattro anni. Ed è andata via via peggiorando. «Per un discorso di ordine pubblico e di solidarietà, abbiamo comunque sempre fornito l'acqua, cercando in accordo con la prefettura di trovare una soluzione che potesse aiutare gli inquilini a ripianare il debito, scongiurando il taglio della fornitura». Bas Sii ha quindi suddiviso il pagamento dei 300.000 euro in più rate. Ma al pagamento di una rata, non ne sono seguiti altri. E non sono serviti nemmeno ultimatum e atti di forza: la Bas infatti un anno fa ha provato anche a razionare l'acqua, minacciando di sospendere del tutto l'erogazione, ma niente. I sindaci dei cinque Comuni in cui si trova Zingonia ovveroCiserano, Verdellino, Osio Sotto, Boltiere e Verdello, sono preoccupati, soprattutto dai possibili risvolti di ordine pubblico che la chiusura dei rubinetti potrà portare.

CRONACA
È stato fermato a Nizza, in Costa Azzurra, il presunto killer di Giovanni Di Muro, 41 anni, l'imprenditore di Treviglio ucciso vicino allo stadio di San Siro a Milano il 5 novembre. L'arrestato è Antonio Daponte, 31 anni, macellaio di Rozzano. Il presunto complice si era già presentato al pm ed è stato anche lui arrestato. All’origine del delitto – ha spiegato la polizia – ci sarebbero questioni economiche e di debiti.

CONTROLLI
Più di quaranta persone sono state identificate nella notte tra giovedì e venerdì durante un controllo dei carabinieri della compagnia di Treviglio a Boltiere, Verdellino e Ciserano. I militari sono entrati in azione per contrastare lo spaccio e l'immigrazione clandestina. I controlli hanno riguardato la zona del campo sportivo di Verdellino, i dintorni via Monaco a Ciserano e piazza IV Novembre a Boltiere. Tra gli stranieri controllati, sei marocchini sono stati denunciati per violazione della legge sull'immigrazione, mancata esibizione di documenti e false attestazioni sull'identità. Nei guai per droga anche due albanesi residente a Canonica d'Adda, controllati vicino a un bar di Verdellino. Avevano rispettivamente 3 grammi e 0,7 grammi di cocaina. Entrambi sono stati denunciati per detenzione di stupefacenti.

ANTIDROGA
I carabinieri di Fara Gera d'Adda hanno arrestato per detenzione ai fini di spaccio di hashish un tunisino di 45 anni, senza fissa dimora e clandestino. I militari sono arrivati a lui grazie ad alcune segnalazioni di attività di spaccio in una zona vicino alle rive dell'Adda: quando mercoledì hanno fatto un sopralluogo, hanno subito notato il tunisino insieme a un'altra persona. I due, vista la pattuglia, si sono subito dati alla fuga. I carabinieri hanno seguito e bloccato il 45enne che, durante la corsa, aveva lasciato cadere degli involucri sospetti. All'interno, una volta recuperati, sono risultati contenere 16 pezzi di hashish: a quel punto il tunisino, con precedenti, è stato arrestato. In direttissima davanti al giudice Federica Gaudino, difeso dall'avvocato Manuel Ghezzi, si è avvalso della facoltà di non rispondere: per lui sono scattati il carcere e, in abbreviato, la condanna a 16 mesi di reclusione.

CASSANO D’ADDA
E' scivolato da una scala battendo la testa ed è ricoverato in gravissime condizioni all'ospedale di Lecco. Un uomo di 73 anni di Fara Gera d'Adda, titolare di un'impresa di carpenteria in paese, venerdì 27 novembre alle 14 stava effettuando dei lavori al Pastificio Campioni di Cassano d'Adda, in via Stazione, insieme a un collega. Secondo una prima ricostruzione dell'infortunio, effettuata dai carabinieri della stazione di Cassano, l'uomo era salito sulla scala appoggiata a un soppalco in ferro, quando la scala è scivolata facendolo cadere da un'altezza di 4 metri. L'uomo ha battuto la testa ed è rimasto in stato di semi incoscienza. Subito il collega ha chiamato il 118 che ha inviato un'ambulanza. Il 73enne è stato trasportato all'ospedale di Treviglio ma da qui, viste le gravi condizioni, è stato trasferito in elicottero all'ospedale di Lecco, dove è ricoverato in prognosi riservata. Per i rilievi dell'infortunio sono intervenuti i carabinieri di Cassano e i tecnici dell'Asl di Gorgonzola. L'impalcatura per il soppalco è stata posta sotto sequestro.

ZINGONIA
Due marocchini alla guida di un'autoambulanza, senza la divisa del 118, in abiti civili. Non potevano certo passare inosservati agli occhi degli automobilisti che nel primo pomeriggio di giovedì transitavano dalle parti di Zingonia. E l'allarme è arrivato puntuale alla centrale operativa dei carabinieri di Treviglio. Il sospetto era che i due avessero rubato l'autolettiga e stessero fuggendo (ma non a sirene spiegate). Fosse stato davvero così, sarebbe stato un furto anomalo. I carabinieri sono prontamente intervenuti e, poco dopo le 12,30, hanno intercettato il mezzo di soccorso a Ciserano. Anche i militari si sono subito insospettiti: a dire il vero, più che per la nazionalità di conducente e «aiutante», per il fatto che non indossassero le tute arancioni dei soccorritori. I due hanno spiegato che avevano appena acquistato l'autolettiga usata e che erano intenzionati a spedirla in Marocco. Una scusa per farla franca? I carabinieri hanno verificato: i due nordafricani erano regolari, incensurati e residenti a Casirate; in più, il «118» al telefono assicurava che il proprio parco mezzi era intatto e non aveva subito ammanchi. Infine, i due non erano nemmeno passibili di contravvenzione da codice della strada, dal momento che viaggiavano senza aver attivato lampeggiante e sirena. Insomma, tutto in regola e rilasciati con tante scuse. I due sono ripartiti alla volta di Casirate, lasciandosi dietro un dilemma: pregiudizio, zelo o paranoia? Ossia, gli automobilisti che hanno dato l'allarme vedendo due marocchini al volante di un'ambulanza, hanno agito per scrupolo civico o per razzismo? Perché insospettiti dal fatto che i due non indossassero le divise o dal colore della pelle? Il mistero resta. Così come è probabile che rimanga la delusione per i due nordafricani: avevano acquistato l'ambulanza a fin di bene, sono stati scambiati per due ladri. 

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