All’Angelus, il Papa denuncia lo scandalo della guerra e invoca dialogo e dignità
Durante l’Angelus in Piazza San Pietro, Papa Leone XIV ha espresso profonda preoccupazione per le numerose guerre che stanno segnando il nostro tempo. Le sue parole, cariche di dolore e responsabilità, si sono rivolte a un mondo ferito da conflitti diffusi, dal Medio Oriente all’Ucraina, dall’Africa all’Asia, fino ad altre aree segnate da violenze e tensioni.
Il Pontefice ha parlato di uno scenario globale “lacerato”, in cui le principali vittime sono civili innocenti, costretti a pagare il prezzo più alto di guerre che non hanno scelto. Di fronte a questa sofferenza diffusa, il Papa ha sottolineato con forza che non è possibile restare indifferenti: il dolore di ogni persona colpita diventa una ferita per tutta l’umanità.
Nel suo intervento, Leone XIV ha definito la morte e la sofferenza causate dai conflitti come uno “scandalo per la famiglia umana”, un grido che sale fino a Dio. Un’espressione forte che richiama la coscienza collettiva e invita a riflettere sul valore della vita e sulla responsabilità condivisa nella costruzione della pace.
Davanti ai fedeli riuniti, il Papa ha rinnovato un appello già più volte espresso: continuare a pregare con perseveranza e impegnarsi concretamente affinché cessino le ostilità. Solo attraverso un dialogo autentico e il rispetto della dignità di ogni persona sarà possibile aprire veri cammini di pace.
Un messaggio che risuona come un invito per ciascuno, anche nelle comunità locali, a farsi costruttori di pace nella vita quotidiana, trasformando la fede in gesti concreti di ascolto, rispetto e fraternità.